Immaginate di indossare un abito da sera elegante e raffinato realizzato con frutta, ortaggi, fiori, foglie e radici. Sicuramente non passereste inosservate e ricevereste un bel po’ di complimenti per l’unicità e l’originalità del capo!

Le nuove frontiere della moda cercano di creare un mix armonioso tra agricoltura, ambiente e abbigliamento. Il “fashion green” è una realtà anche nel nostro Paese: si tratta di un settore che muove un business del valore di circa 30 milioni di euro.

Paesaggi da indossare: il progetto della Cia

A questo proposito, voglio segnalare un’iniziativa interessante dedicata appunto alla moda ecologica, promossa dall’associazione femminile di Cia- Agricoltori Italiani Donne in Campo e denominata “Paesaggi da indossare”. L’associazione che si occupa di agricoltura al femminile ha lanciato il marchio “Agritessuti” per promuovere appunto una filiera del tessuto 100% italiana ed ecosostenibile, che utilizza tessuti e tinture del tutto naturali.

Il Fashion Green è un settore in espansione perché i consumatori, negli ultimi anni, sono diventati più selettivi ed esigenti anche nel campo della moda. Gli utenti mostrano sempre più interesse per i capi sostenibili e per indossarli sono disposti a pagarli ad un prezzo anche maggiore rispetto a quelli “tradizionali”.

Un mercato in espansione

Secondo una recente stima della Cia, in Italia sono circa 2000 le aziende che producono tessuti eco-friendly come canapa, lino, gelso di seta, realizzando così un fatturato che si aggira sui 30 milioni di euro. Le prospettive future di questo mercato sono incoraggianti. La cifra potrebbe infatti triplicare già nei prossimi anni se si coinvolgessero le circa 3000 imprese che producono piante officinali, anche tintorie (come camomilla e lavanda). A questo si aggiunge anche la tintura ricavata dagli scarti agricoli come bucce di cipolla, scorza di melograno, ricci del castagno e altro ancora.

Si tratta di una filiera nuova, moderna, innovativa, e come tale tutta ancora da costruire. Tutti dovremmo impegnarci a favorirla perché l’industria tessile è tra le più inquinanti al mondo. L’ONU con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è intervenuto di recente a sollecitare la costruzione di nuovi sistemi di produzione che rispettino la natura, riducendo l’impatto ambientale e l’inquinamento.

La sostenibilità ambientale, quindi, diventa l’obiettivo principale anche per chi produce capi di moda, nell’ottica più generale di rivalutare tessuti più naturali e realizzati senza sostanze chimiche.

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