Meglio conosciuta come “Coenzima Q10”, la vitamina Q è un nutriente essenziale per la salute: svolge numerose funzioni benefiche per l’organismo, ha un effetto energizzante, antiossidante e protettivo nei confronti dell’invecchiamento e di diversi disturbi cardiovascolari. Biologicamente è simile ad alcune vitamine in senso stretto, ed ha il vantaggio di poter essere prodotta direttamente dalle cellule. Insomma, una bella scorta di energia, giovinezza e benessere, anche per il cuore!

Tutte le funzioni di una “quasi vitamina”

A differenza delle altre vitamine, la Q (che viene identificata con il coenzima Q10) è in grado di essere sintetizzata a livello cellulare, quindi immagazzinata e utilizzata quando serve, senza bisogno di essere introdotta in maniera continuativa. Si trova nelle cellule di organi come fegato, cuore, pancreas, cervello e reni. All’interno dell’organismo, la vitamina Q svolge diverse funzioni positive. Il ruolo principale è la conversione del cibo in energia, che viene immagazzinata nelle cellule come riserva di “carburante” pronto all’uso, per supportare il metabolismo e garantire il corretto funzionamento di apparati ed organi.

La vitamina Q è anche un potente antiossidante, che blocca l’azione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento assicurando la rigenerazione di cellule e tessuti. Per questo motivo trova impiego nei prodotti di bellezza pensati per mantenere l’elasticità della pelle e contrastare la formazione di rughe.

Protegge l’apparato cardiocircolatorio

Secondo vari studi, il contributo di questa sostanza alla produzione di energia aiuta a sostenere un’efficace attività cardiaca. Inoltre, se assunta come integratore insieme ai farmaci tradizionali, la vitamina Q sembra in grado di ridurre l’ipertensione arteriosa, alleviare i sintomi dell’insufficienza cardiaca e migliorare la qualità di vita di chi ha sofferto di attacchi cardiaci, angina pectoris o ha subito interventi chirurgici al cuore.

Contrasta il colesterolo “cattivo”

Altre recenti ricerche, invece, sottolineano che la vitamina Q riduce il livello di colesterolo cattivo Ldl nel sangue, esercitando un effetto protettivo verso aterosclerosi, ictus e infarto. Tale sostanza, nello specifico, può ostacolare l’ossidazione delle particelle Ldl e la formazione delle placche aterosclerotiche che causano rigidità delle arterie.

Altre funzioni della vitamina Q

La presenza di un’adeguata concentrazione di vitamina Q nell’organismo è fondamentale anche per evitare altri disturbi, e tenere sotto controllo diverse malattie, come il diabete, l’emicrania e le gengiviti, le malattie neurodegenerative. Inoltre il coenzima Q10 aumenta la resistenza fisica, riduce i crampi muscolari, migliora le prestazioni atletiche e accelera il recupero della fatica e conseguente all’attività sportiva.

Come si assume la vitamina Q

L’organismo ha bisogno di soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina Q attraverso l’assunzione di alimenti specifici. I cibi più ricchi di coenzima Q10 sono i pesci grassi (salmone, tonno, sgombri, sardine) e i frutti di mare, la carne (soprattutto il fegato) di pollo, manzo e maiale, i legumi e i cereali integrali, il germe di grano, la frutta secca (arachidi, noci, pistacchi, semi di sesamo), gli oli vegetali, alcuni ortaggi (broccoli e spinaci). Il pepe inoltre contiene una sostanza (piperina) che aumenta l’assorbimento della vitamina Q.

Quando assumere integratori di Q10

Dunque, in caso di carenza, può essere utile aumentare anche il consumo di questa spezia nelle persone che la gradiscono e la tollerano. Alcuni studi hanno dimostrato che la produzione di tale vitamina tende a scarseggiare a partire dai 40 anni, oppure in caso di malnutrizione, in presenza di alcune malattie croniche e si assumono farmaci specifici come gli ipertensivi. Se la dieta non basta, dietro consiglio medico si possono assumere integratori alimentari in capsule o perle, in cui il Q10 è presente da solo oppure in combinazione con altre sostanze, come il selenio o la vitamina E.

Il coenzima Q10 è liposolubile, perciò spesso è associato all’olio di oliva che facilita l’assorbimento, e va assunto ai pasti, insieme ad alimenti in cui siano presenti dei grassi (anche suddividendo il dosaggio in due-tre somministrazioni giornaliere). E’ preferibile evitare l’utilizzo di integratori in gravidanza e durante l’allattamento.

 

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